09 settembre 2011

Tracy Chapman - Fast Car

Fast Car

You got a fast car
I want a ticket to anywhere
Maybe we make a deal
Maybe together we can get somewhere
Anyplace is better
Starting from zero got nothing to lose
Maybe we'll make something
But me myself I got nothing to prove

You got a fast car
And I got a plan to get us out of here
I been working at the convenience store
Managed to save just a little bit of money
We won't have to drive too far
Just 'cross the border and into the city
You and I can both get jobs
And finally see what it means to be living

You see my old man's got a problem
He live with the bottle that's the way it is
He says his body's too old for working
I say his body's too young to look like his
My mama went off and left him
She wanted more from life than he could give
I said somebody's got to take care of him
So I quit school and that's what I did

You got a fast car
But is it fast enough so we can fly away
We gotta make a decision
We leave tonight or live and die this way

So I remember when we were driving, driving in your car
The speed so fast I felt like I was drunk
City lights lay out before us
And your arm felt nice wrapped 'round my shoulder
And I had a feeling that I belonged
And I had a feeling I could be someone, be someone, be someone

You got a fast car
And we go cruising to entertain ourselves
You still ain't got a job
And I work in a market as a checkout girl
I know things will get better
You'll find work and I'll get promoted
We'll move out of the shelter
Buy a big house and live in the suburbs
 

You got a fast car
And I got a job that pays all our bills
You stay out drinking late at the bar
See more of your friends than you do of your kids
I'd always hoped for better
Thought maybe together you and me would find it
I got no plans I ain't going nowhere
So take your fast car and keep on driving

So I remember when we were driving, driving in your car
The speed so fast I felt like I was drunk
City lights lay out before us
And your arm felt nice wrapped 'round my shoulder
And I had a feeling that I belonged
And I had a feeling I could be someone, be someone, be someone

You got a fast car
But is it fast enough so you can fly away
You gotta make a decision
we leave tonight or live and die this way 

Una Macchina Veloce

Tu hai una macchina veloce,
Io voglio un biglietto per qualunque posto.
Forse possiamo fare un affare,
forse insieme possiamo arrivare da qualche parte.
Qualsiasi posto è meglio,
iniziando da zero non abbiamo niente da perdere.
Magari faremo qualcosa
ma io da parte mia non devo dimostrare niente.

Tu hai una macchina veloce
e io ho un piano per portarci fuori di qui:
ho lavorato al supermercato,
sono riuscita a risparmiare solo qualche soldo.
Non saremo costretti ad andare troppo lontano,
giusto attraversare la frontiera ed entrare in città.
Entrambi possiamo trovarci un lavoro 
e finalmente vedere cosa vuol dire vivere.

Vedi, il mio vecchio ha un problema,
vive attaccato alla bottiglia, è così che funziona, 
dice che il suo corpo è troppo vecchio per lavorare,
io dico che il suo corpo è troppo giovane per sembrare suo.
Mia mamma se n'è andata e lo ha lasciato,
voleva dalla vita più di quello che lui poteva darle.
Io ho detto "qualcuno si deve prendere cura di lui"
perciò ho lasciato la scuola, ecco cosa ho fatto.

Tu hai una macchina veloce
ma è abbastanza veloce da farci volare via? 
Dobbiamo prendere una decisione:
partire stanotte o vivere e morire in questo modo.

Mi ricordo quando stavamo andando, andando con la tua macchina,
così veloce che mi sentivo ubriaca.
Le luci della città si stendevano davanti a noi
ed era bello sentire il tuo braccio avvolto attorno alla mia spalla
E io ho avuto la sensazione di appartenere,  
ho avuto la sensazione di poter essere qualcuno.

Tu hai una macchina veloce
e vaghiamo senza meta per divertirci.
Non hai ancora un lavoro
e io lavoro alla cassa in un supermercato.
So che le cose miglioreranno,
tu troverai un lavoro e io verrò promossa,
ci trasferiremo dal ricovero,
compreremo una grande casa e vivremo in periferia.


Tu hai una macchina veloce
e io ho un lavoro che paga tutti i nostri conti,
tu fai tardi fuori a bere al bar,
vedi più i tuoi amici dei figli.
Io ho sempre sperato in qualcosa di meglio,
pensavo che forse insieme lo avremmo trovato.
Non ho piani, non sto andando da nessuna parte,
perciò prendi la tua macchina veloce e continua a guidare.


Mi ricordo quando stavamo andando, andando con la tua macchina,
così veloce che mi sentivo ubriaca.
Le luci della città si stendevano davanti a noi
ed era bello sentire il tuo braccio avvolto attorno alla mia spalla
E io ho avuto la sensazione di appartenere,  
ho avuto la sensazione di poter essere qualcuno.

Tu hai una macchina veloce 
ma è abbastanza veloce per farti volare via?
Tu devi prendere una decisione:
partire stanotte o vivere e morire in questo modo.





Questo brano (tratto dal disco The Collection) è senza dubbio un classico all'interno della produzione di Tracy Chapman: vuoi per l'ambientazione, vuoi anche per la vicenda, che potrebbe benissimo essere il soggetto di un film della tipica retorica americana tutta emancipazione e buoni sentimenti. 
Come la maggior parte delle sue canzoni, è incentrata sulle tematiche della povertà, dell'emarginazione, dei problemi della comunità afro negli States, fatta di sottoproletariato e padri ubriaconi.


In Fast Car, Tracy Chapman dà voce ad una ragazza del ghetto, privata di una qualunque prospettiva per il futuro, bloccata in una vita che le sfugge di mano. 
Il padre è disoccupato e dedito all'alcol, la madre ha abbandonato entrambi per cercarsi qualcosa di meglio e la protagonista ha lasciato la scuola per mantenere se stessa ed il padre.  
Ogni idea è meglio che restare fermi, ogni proposta è valida: anche lasciare tutto e scappare in macchina verso la città col fidanzato, con i quattro soldi risparmiati.
Così inizia la storia, scivolando lontano su una macchina veloce, viaggiando su un ritornello che sembra lanciarsi a tutta velocità verso l'illusione del benessere, lasciando indietro i brutti ricordi.
La fast car della canzone è proprio questo. 
L'unico modo per fuggire, fisicamente, da una condizione disperata diventa, in seguito, lo strumento di evasione, di distrazione dalle difficoltà che la nuova situazione presenta: i due vivono in un ricovero per homeless, lei ha trovato lavoro, lui no, e per non pensarci prendono la macchina, cruising to entertain ourselves.


Non è un filmetto americano in cui tutto finisce bene, è una donna che canta una realtà che ha visto da molto vicino, raccontandola senza filtri, senza commiserazione.


E la protagonista è lì che cerca di illudersi ancora, di convincersi di stare meglio di prima.
Ma invece è un cerchio che si chiude, una storia che si ripete: l'uomo con il quale è fuggita finisce per assomigliare sempre più al padre che ha deciso di abbandonare.
Non a caso l'apertura e la chiusura della canzone si riprendono a vicenda. La ragazza che aveva un piano, che voleva a ticket to anywhere, ormai si è arresa. 
Le fughe in macchina non fanno più per lei, che non ha più la forza di sperare nel futuro, che ha dei figli da mantenere.
Il suo uomo può prendere la macchina e sparire.


I got no plans I ain't going nowhere, so take your fast car and keep on driving.



25 luglio 2011

Mumford & Sons - The Cave


The Cave

It's empty in the valley of your heart
The sun, it rises slowly as you walk
Away from all the fears
And all the faults you've left behind

The harvest left no food for you to eat
You cannibal, you meat-eater, you see
But I have seen the same
I know the shame in your defeat

But I will hold on hope
And I won't let you choke
On the noose around your neck

And I'll find strength in pain
And I will change my ways
I'll know my name as it's called again

Cause I have other things to fill my time
You take what is yours and I'll take mine
Now let me at the truth
Which will refresh my broken mind

So tie me to a post and block my ears
I can see widows and orphans through my tears
I know my call despite my faults
And despite my growing fears

But I will hold on hope
And I won't let you choke
On the noose around your neck

And I'll find strength in pain
And I will change my ways
I'll know my name as it's called again

So come out of your cave walking on your hands
And see the world hanging upside down
You can understand dependence
When you know the maker's hand

So make your siren's call
And sing all you want
I will not hear what you have to say

Cause I need freedom now
And I need to know how
To live my life as it's meant to be

And I will hold on hope
And I won't let you choke
On the noose around your neck

And I'll find strength in pain
And I will change my ways
I'll know my name as it's called again



La Caverna


E' vuota la valle del tuo cuore
il sole sorge piano mentre cammini
via da tutte le paure
e da tutte le colpe che hai lasciato indietro.

Il raccolto non ti ha lasciato cibo da mangiare,
tu cannibale, tu carnivoro, tu vedi
ma io ho visto lo stesso,
riconosco la vergogna nella tua sconfitta.

Ma io manterrò la speranza
e non ti lascerò soffocare
nel cappio attorno al tuo collo

e troverò la forza nel dolore
e cambierò i miei modi
riconoscerò il mio nome non appena sarà chiamato di nuovo.

Poichè ho altre cose per riempire il mio tempo
tu prendi ciò che è tuo e io prendo ciò che è mio
ora lasciami alla verità
che ristorerà la mia mente incerta

Quindi legami ad un palo e chiudimi le orecchie
riesco a vedere vedove e orfani attraverso le mie lacrime
riconosco la mia chiamata nonostante le mie colpe
e nonostante le mie crescenti paure

ma io manterrò la speranza
e non ti lascerò soffocare
nel cappio attorno al tuo collo

e troverò la forza nel dolore
e cambierò i miei modi
riconoscerò il mio nome non appena sarà chiamato di nuovo

Allora esci dalla tua caverna camminando sulle mani
e guarda il mondo oscillare sottosopra
puoi capire i legami tra le cose
quando riconosci la mano del Creatore.

Quindi fai la tua chiamata da sirena
e canta tutto ciò che vuoi
io non sentirò quello che hai da dire

perchè ho bisogno di libertà ora
e ho bisogno di sapere come
vivere la mia vita come deve essere

e io manterrò la speranza
e non ti lascerò soffocare
nel cappio attorno al tuo collo

e troverò la forza nel dolore
e cambierò i miei modi
riconoscerò il mio nome non appena sarà chiamato di nuovo.





Non riesco ad immaginare cosa possa aver provato Marcus Mumford quando, durante il suo (breve) periodo di studi classici, si è trovato per la prima volta tra le mani il mito della caverna, settimo libro della Repubblica di Platone, paragrafi 514 e seguenti.

Ispirazione, forse.

Platone avrebbe detto enthusiasmòs, una passione che ti prende e non riesci a dominare razionalmente.
E in effetti questa canzone non si presenta come un racconto lineare, non descrive, non elenca, ma trascina in un crescendo di suggestioni, di musica e parole in perfetta fusione, dove razionalizzare ha poco senso e pochissimo effetto.
In pratica secondo Platone il mondo sensibile che noi percepiamo è pura apparenza, come lo sono le ombre in fondo alla caverna che i prigionieri sono obbligati a guardare. Bisogna andare oltre le apparenze per giungere alla Verità, alla luce del sole fuori dalla caverna: fuori dalla caverna è possibile vedere il mondo per come è fatto veramente.


Marcus Mumford attinge da questa lettura, ma non si fa condizionare, non fa di essa l'argomento della sua canzone. Si limita a prendere in prestito da Platone le immagini più efficaci del suo mythos.
La sua caverna non è la caverna di Platone; quest'ultima era la condizione attraversata da tutti gli uomini per giungere alla conoscenza. 
Mumford la menziona una sola volta, ed è "your cave"Ci sono miliardi di caverne, sono quelle che ciascuno di noi si costruisce con i propri schemi e i propri pregiudizi. Il cantante quindi si fa un po' profeta e si rivolge a tutti gli uomini, in questi versi che sanno un po' di rivelazione filosofica.
Questa atmosfera profetica e trascendente è evidenziata, oltre che dai riferimenti al mito di Platone, anche dal ricorso al "richiamo delle sirene" (che ricorda Omero ed Ulisse con la sua sete di conoscenza, che è la stessa che spinge l'uomo all'insoddisfazione verso la propria caverna) e dalla presenza della figura del Maker (cfr Awake my soul: "you were made to meet your maker", potremmo scrivere un saggio sulla filosofia classica nell'opera mumfordiana, chissà).

E poi c'è quel grido che si ripete, I will hold on hope, I won't let you choke on that noose around your neck, rivolto ad un prigioniero nella caverna, legato al palo, costretto a guardare delle ombre e a crederle vere per tutta la sua vita. 
  
Forse il cuore della canzone sta proprio in quell'invito, rivolto a tutti: come out of your cave. 
Libero da pregiudizi, vivi la vita così come deve essere. 


Mumford & Sons - The Cave

15 luglio 2011

Dntel - (This is) The Dream of Evan and Chan

(This is) The Dream of Evan and Chan


It was familiar to me
The smoke too thick to breathe
The tile floors glistened
I slowly stirred my drink


And when you started to sing
You spoke with broken speech
That I could not understand
And then you grabbed me tightly:


"I won't let go, I won't let go
Even if you say so, oh no
I've tried and tried with no results
I won't let go, I won't let go"


He then played every song from 1993
The crowd applauded as
He curtsied bashfully


Your eyelashes tickled my neck
With every nervous blink
And it was perfect
Until the telephone started ringing, ringing, ringing
Ringing, ringing off . . .


(Questo è) Il sogno di Evan e Chan


Mi era familiare
Il fumo troppo denso per respirare
il pavimento a piastrelle brillava
io mescolavo lentamente il mio drink


E quando tu hai iniziato a cantare
parlavi a frasi sconnesse
che non potevo capire
e quindi mi hai afferrato con decisione


"Non ti lascio andare, non ti lascio andare
nemmeno se dici così, oh no
ho provato e riprovato senza risultati
Non ti lascio andare, non ti lascio andare"


Poi lui ha suonato ogni canzone dal 1993
La gente applaudiva mentre
lui ringraziava timidamente


Le tue ciglia solleticano il mio collo
con ogni nervoso battito
ed era perfetto
finchè il telefono non iniziò a suonare, suonare, suonare
suonare, suonare . . .





Di questo brano, contenuto nel disco Life Is Full of Possibilities, non si può certo dire che abbia un testo complesso.
Ma vediamo comunque di andare a capire cosa ci sta dietro.


(This is) The Dream of Evan and Chan nasce dalla collaborazione di Jimmy Tamborello (Figurine, Dntel) e Ben Gibbard (Death Cab for Cutie). La buona riuscita di questa canzone spianerà poi la strada a tutta la loro successiva collaborazione con il nome di The Postal Service.
Il titolo prende le mosse dal quasi omonimo brano di Final Fantasy, This is the Dream of Win and Régine. Se il brano di Pallett era dedicato agli amici Win e Régine degli Arcade Fire, quello di Gibbard sembra invece essere dedicato a Evan dei Lemonheads e a Chan Marshall, in arte Cat Power.


Dettagli tecnici a parte, questo brano è veramente un piccolo gioiello.
Il testo nasce da un sogno che Gibbard avrebbe avuto.
Ed è proprio in quest'ottica che va vista la canzone: come in un sogno, la scena è dipinta da dettagli sfocati, facce, cambi di prospettiva e personalità, incongruenze.
Nella seconda strofa è come se la telecamera si fosse spostata dentro Evan, afferrato e trascinato sul palco da Chan.
Refrain confuso, I won't let go, e siamo di nuovo nel sognatore.
Come se ogni verso fosse un ricordo, un tocco di pennello, la scena vibra. Dettagli precisi e contorni sfumati, è questo il sogno di Evan e Chan.


Il finale della canzone è marcato da quel raffinato lirismo che è carattere distintivo dei testi di Gibbard.
Potremmo essere sul palco, un abbraccio tra Evan e Chan, o magari nella platea, o magari in uno stato di dormiveglia. La visione si appanna e pure il momento è perfetto, prima che il telefono inizi a suonare ininterrottamente.
Strascichi di uno strano sogno, dettagli che dati in mano al succitato re mida musicale diventano una composizione equilibrata ed immaginifica, dove non tutto ha necessariamente senso ma in cui tutto quadra.


Il player qui sotto contiene la versione originale del brano, così come realizzata da Dntel.
Disegnata da un generico rumore grigio, ritmiche pulsanti e una linea melodica eterea, si appropria camaleonticamente del testo. Se volete ballare (con sobrietà ed eleganza teutonica, beninteso) trovate qui il remix di Superpitcher.


Dntel - (This is) The Dream of Evan and Chan

05 luglio 2011

Noah and the Whale - Death By Numbers


Death by Numbers

As our rotting bodies
Pay back the earth its love
In a vile fleshy matter
We'll crumble into dust
I'll be picked up by the wind
And blown into strangers eyes
Defuse into their bodies
And their tears when they cry
'Til I have 5000 people carrying me
'Til I have 5000 people carrying me

Oscar and Lucy
Will buy themselves a coffin
Oh a single box of wood
That, together, they will rot in
And their bodies will decay
And combine with one another
Oh a single act of love
Far greater than any other
And in death they'll leave just a part of them
Oh in death they'll leave one part of them

Oh when I'm minerals in the soil
I'll diffuse into a tree
It'll have 5000 branches
Which will have 5000 leaves
And I'll be in every one
Oh and when a leaf blows free
I will land upon the earth
And grow another tree
'Til I have 5000 trees made of me
'Til there are 5000 trees made of me

When darkness surrounds me
Oh when darkness surrounds me
Oh when darkness is all I can see
When Darkness surrounds me
Oh when darkness surrounds me
Oh when darkness is all I can see
When Darkness surrounds me
Oh when darkness surrounds me
Oh when darkness is all I can see
When Darkness surrounds me
Oh when darkness surrounds me
Oh when darkness is all I can see

I will have 5000 bodies
I will have 5000 trees
Which will have 5000 branches
Which will have 5000 leaves
And I will have 5000 lovers
And I'll have 5000 bees
Made of me




La Morte in Numeri

Mentre i nostri corpi che si decompongono
ripagano la Terra del suo amore
In una ripugnante sostanza carnosa
ci ridurremo in polvere
Io sarò preso su dal vento
E soffiato negli occhi di sconosciuti
Mi diffonderò nei loro corpi
e nelle loro lacrime quando piangono
Finchè avrò 5000 persone che mi trasportano
Finchè avrò 5000 persone che mi trasportano


Oscar e Lucy
si compreranno una bara

una sola cassa di legno
dove insieme si decomporranno
e i loro corpi marciranno
e si uniranno l'uno con l'altro
un solo atto d'amore
molto più grande di qualunque altro
e nella morte lasceranno solo una parte di loro
nella morte lasceranno solo una parte di loro

quando sarò minerale nella terra
mi diffonderò in un albero
avrà 5000 rami
che avranno 5000 foglie
e io sarò in ognuna
e quando una foglia sventola libera
io atterrerò al suolo
e farò nascere un altro albero. 
finchè avrò 5000 alberi fatti di me
finchè ci saranno 5000 alberi fatti di me


quando l'oscurità mi circonda
quando l'oscurità mi circonda
quando l'oscurità è tutto ciò che vedo


io avrò 5000 corpi
avrò 5000 alberi
che avranno 5000 rami 
che avranno 5000 foglie
e avrò 5000 innammorati
avrò 5000 api

fatte di me.



Questa bellissima canzone è contenuta nell'album B-Sides Collection.
Allegra, spensierata. Incredibile come ad una melodia così allegra riescano a sovrapporsi parole così crude. Chiaramente a Charlie Fink questo cortocircuito piace, lo affascina parlare della morte come se stesse raccontando una favola: spiacevole e quasi raccapricciante all'inizio, idilliaca alla fine.


As our rotting bodies...


All'inizio l'attenzione è su un "noi" non meglio identificato, perchè la morte è di tutti, insomma, è universale. Ma non è una punizione - anzi - è il saldo di un debito d'amore. A chi ci ha dato la vita, noi la restituiamo.
Ma poi si intromette, senza mezzi termini, la prima persona, che ci racconta tutto dal suo punto di vista (facendosi da parte solo per fare spazio al piccolo episodio di Oscar e Lucy).
Morire non significa cessare di esistere, ma dissolversi nella terra che ci ha creati. 
E' una morte che un po' ricorda quella pagana: privazione, oscurità. Ma c'è più ottimismo qui, una visione un po' spiritualista, un'idea dell'individuo che nella morte diventa tutto in tutto, la "docile fibra dell'universo" dell'Ungaretti dei Fiumi.


Ascoltando Death by Numbers è inevitabile pensare al film di Charlie ("The First Days of Spring"), dove (SPOILER!) alla fine le ceneri di Ethan vengono lanciate nel lago insieme a quelle di Diane. E si diffondono per terra, nell'aria e negli alberi, con quelle dell'unica donna che abbia mai amato. Oscar e Lucy della canzone potrebbero essere la versione primitiva della storia, quella che invece ha (una sorta di) lieto fine: insieme nella vita, insieme nella morte. E non c'è più Oscar o Lucy ma un'unica poltiglia.


Insomma, questa canzone vuole farci fare pace col mistero più grande di tutti e lo fa concludendo, dopo un momento in cui l'oscurità sembra aver preso il sopravvento, con la splendida immagine di una distesa di alberi, foglie, rami e api. 
E sicuramente anche un po' di sole.


Noah and the Whale - Death by Numbers